La tassa di stazionamento… diventa tassa sul possesso. Ecco il testo emendato e quanto si dovrà pagare (notevole riduzione)


Roma- La tassa sulle barche non è più una tassa di stazionamento ma diventa tassa di possesso. Lo comunica oggi l’Ansa, anticipando quanto domani verrà reso noto dal Governo nell’ambito del ddl liberalizzazioni. Oggi la relatrice al dl liberalizzazioni, Simona Vicari, ha dichiarato che “si tratta di una modifica per evitare la fuga dai nostri porti”.

In sostanza la tassa avrà le stesse riduzioni (vela più vetustà) ma sarà dovuta da tutte le imbarcazioni oltre i dieci metri a prescindere dal fatto che la barca stia effettivamente navigando e se lo sta facendo in acque italiane. Per cui la tassa di possesso ricade anche sulle barche con bandiera italiana che da dicembre a oggi si sono spostate nei porto di Francia, Slovenia, Croazia o Grecia. La tassa sul possesso, però, è sensibilmente minore di quanto lo fosse quella sullo stazionamento. Rende inutile lo spostamento della barca all’estero, salvaguardando l’indotto e prevede agevolazioni per le nuove immatricolazioni.

La tassa, che presenta notevoli riduzioni rispetto alla prima stesura del dicembre 2011, non si applica ai soggetti non residenti e non aventi stabili organizzazioni in Italia che posseggano unità da diporto, sempre che il loro possesso non sia attribuibile a soggetti residenti in Italia, nonché alle unità bene strumentale di aziende di locazione e noleggio.

Le barche straniere che navigano in Italia non saranno soggette ad alcuna tassa. Sembra passata anche l’esenzione per le scuole nautiche. Ricordiamo che la tassa entra in vigore dal primo maggio.

Autorizzato il noleggio occasionale Passato anche un emendaento che consente piccola attività di noleggio occasionale da parte di armatori privati, con l’applicazione di una tassa del 20 per cento su introiti comunque non superiori a 30.000 euro annui.

Riepilogo dei punti chiave

1) variazione tariffe, dal 50 al 90% in meno

2) Dal primo maggio di ogni anno le unità da diporto sono soggette al pagamento della tassa annuale, nelle misure di seguito indicate:
a) euro 800 per le unita’ con scafo di lunghezza da 10,01 metri a 12 metri;
b) euro 1.160 per le unita’ con scafo di lunghezza da 12,01 metri a 14 metri;
c) euro 1.740 per le unita’ con scafo di lunghezza da 14,01 a 17 metri;
d) euro 2.600 per le unita’ con scafo di lunghezza da 17,01 a 20 metri;
e) euro 4.400 per le unita’ con scafo di lunghezza da 20,01 a 24 metri;
f) euro 7.800 per le unita’ con scafo di lunghezza da 24,01 a 34 metri;
g) euro 12.500 per le unita’ con scafo di lunghezza da 34,01 a 44 metri;
h) euro 16.000 per le unita’ con scafo di lunghezza da 44,01 a 54 metri;
i) euro 21.500 per le unita’ con scafo di lunghezza da 54,01 a 64 metri;
l) euro 25.000 per le unita’ con scafo di lunghezza superiore a 64 metri.

3) niente tassa per targhe prova, charter, ma soprattutto, per i cantieri: NIETE TASSA SUI RITIRI DELL’USATO e, ancor più importante, NIENTE TASSA SULLE BARCHE DI NUOVA IMMATRICOLAZIONE PER I PRIMI DUE ANNI.

4) NON LA PAGANO GLI STRANIERI; in compenso, si paga tutto l’anno e la pagano gli italiani anche se hanno una barca con bandiera estera (vedi leasing stranieri)

5) Le barche pagano la tassa anche se rimessate a terra o all’estero

 

ECCO QUANTO PAGHERANNO LE BARCHE A VELA (e quanto avrebbero pagato con la tassa di stazionamento del dicembre 2011)

10,01-12 metri tassa annuale 400 euro (912,50 euro con la tassa di stazionamento dicembre 2011)

12,01-14 metri tassa annuale 580 euro (1.460,00 euro con la tassa di stazionamento dicembre 2011)

14,01-17 metri tassa annuale 870 euro (1.825,00 euro con la tassa di stazionamento dicembre 2011)

17,01-20 metri tassa annuale 1.300 euro (5.475 euro con la tassa di stazionamento dicembre 2011)

20.01-24 metri tassa annuale 2.200 euro (5.475 euro con la tassa di stazionamento dicembre 2011)

 

ECCO LE RIDUZIONI PER VETUSTA’ PER LE BARCHE A VELA

Barca tra 10,01 e 12 metri di 5 anni 340 euro (775,62 euro con la tassa di stazionamento 2011)

Barca tra 10,01 e 12 metri di 10 anni 280 euro (638,75 euro con la tassa di stazionamento 2011)

Barca tra 10,01 e 12 metri di 15 anni 220 euro (501,87 euro con la tassa di stazionamento 2011)

 

Barca tra 12,01 e 14 metri di 5 anni 493 euro (1.241 euro con la tassa di stazionamento 2011)

Barca tra 12,01 e 14 metri di 10 anni 406 euro (1.022 euro con la tassa di stazionamento 2011)

Barca tra 12,01 e 14 metri di 15 anni 319 euro (803 euro con la tassa di stazionamento 2011)

 

Barca tra 14,01 e 17 metri di 5 anni 739 euro (1.551,25 con la tassa di stazionamento 2011)

Barca tra 14,01 e 17 metri di 10 anni 609 euro (1.277,50 con la tassa di stazionamento 2011)

Barca tra 14,01 e 17 metri di 15 anni 478,50 euro (1.003.75 con la tassa di stazionamento 2011)

 

Barca tra 17,01 e 20 metri di 5 anni 1.105 euro (4.653,75 con la tassa di stazionamento 2011)

Barca tra 17,01 e 20 metri di 10 anni 910 euro (3.832,50 con la tassa di stazionamento 2011)

Barca tra 17,01 e 20 metri di 15 anni 715 euro (3.011.25 con la tassa di stazionamento 2011)

Torna il sereno sulla nautica italiana con la nuova versione della tassa di possesso?

La sintesi di UCINA:

-   trasformazione dell’attuale imposta da tassa di stazionamento a tassa di possesso sul bene e da tassa giornaliera a tassa annuale, che ha consentito l’abbattimento degli importi annuali dell’imposta, da oltre il 50% al 90% degli importi, pur nel rispetto del vincolo di gettito complessivo;

-   estensione della tassa a tutti i possessori italiani di imbarcazioni e navi, anche se con bandiera estera;

-   esclusione della tassazione per le unità di proprietà degli stranieri, per i natanti e per le unità delle imprese di noleggio e locazione;

-   agevolazione delle nuove immatricolazioni, attraverso l’esclusione dalla tassa per i primi due anni.

Ecco il testo emendato del’Articolo 16, che entrerà in vigore dal primo maggio 2012:

in PDF Testo emendato

Art. 16. Disposizioni per la tassazione di auto di lusso, imbarcazioni e aerei
1. (…)
2. Dal 1° maggio di ogni anno le unità da diporto sono soggette al pagamento della tassa annuale, nelle misure di seguito indicate:
a) euro 800 per le unita’ con scafo di lunghezza da 10,01 metri a 12 metri;
b) euro 1.160 per le unita’ con scafo di lunghezza da 12,01 metri a 14 metri;
c) euro 1.740 per le unita’ con scafo di lunghezza da 14,01 a 17 metri;
d) euro 2.600 per le unita’ con scafo di lunghezza da 17,01 a 20 metri;
e) euro 4.400 per le unita’ con scafo di lunghezza da 20,01 a 24 metri;
f) euro 7.800 per le unita’ con scafo di lunghezza da 24,01 a 34 metri;
g) euro 12.500 per le unita’ con scafo di lunghezza da 34,01 a 44 metri;
h) euro 16.000 per le unita’ con scafo di lunghezza da 44,01 a 54 metri;
i) euro 21.500 per le unita’ con scafo di lunghezza da 54,01 a 64 metri;
l) euro 25.000 per le unita’ con scafo di lunghezza superiore a 64 metri.
3. La tassa e’ ridotta alla meta’ per le unita’ con scafo di lunghezza fino a 12 metri, utilizzate esclusivamente dai proprietari residenti, come propri ordinari mezzi di locomozione, nei comuni ubicati nelle isole minori e nella Laguna di Venezia, nonche’ per le unita’ di cui al comma 2 a vela con motore ausiliario il cui rapporto fra superficie velica e potenza del motore espresso in Kw non sia inferiore a 0.5.
4. La tassa non si applica alle unita’ di proprieta’ o in uso allo Stato e ad altri enti pubblici, a quelle obbligatorie di salvataggio, ai battelli di servizio, purche’ questi rechino l’indicazione dell’unita’ da diporto al cui servizio sono posti.
5-bis. La tassa di cui al comma 2 non e’ dovuta per le unita’ nuove con targa di prova, nella disponibilita’ a qualsiasi titolo del cantiere costruttore, manutentore o del distributore, ovvero per quelle usate e ritirate dai medesimi cantieri o distributori con mandato di vendita e in attesa del perfezionamento dell’atto, ovvero per le unità che siano rinvenienti da contratti di locazione finanziaria risolti per inadempienza dell’utilizzatore. Allo scopo di sviluppare la nautica da diporto, la tassa non si applica alle unità di cui ai commi 2 e 3 per il primi due anni o frazione dalla prima immatricolazione.

6. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni di cui ai commi 2 e 3 la lunghezza e’ misurata secondo le norme armonizzate EN/ISO/DIS 8666 per la misurazione dei natanti e delle imbarcazioni da diporto.

7. Sono tenuti al pagamento della tassa di cui al comma 2 i proprietari, gli usufruttuari, gli acquirenti con patto di riservato dominio o gli utilizzatori a titolo di locazione, anche finanziaria1, per la durata della stessa, residenti nel territorio dello Stato, nonché le stabili organizzazioni in Italia dei soggetti non residenti, che posseggano, o ai quali sia attribuibile il possesso di unità da diporto. La tassa non si applica ai soggetti non residenti e non aventi stabili organizzazioni in Italia che posseggano unità da
diporto, sempre che il loro possesso non sia attribuibile a soggetti residenti in Italia, nonché alle unità bene strumentale di aziende di locazione e noleggio, incluse quelle di cui alla Legge 8 luglio 2003, n. 172. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate sono stabilite le modalita’ ed i termini di pagamento della tassa, di comunicazione dei dati identificativi dell’unita’ da diporto e delle informazioni necessarie all’attivita’ di controllo. I pagamenti sono eseguiti anche con moneta elettronica senza oneri a carico del bilancio dello Stato. Il gettito della tassa di cui al comma 2 affluisce
all’entrata del bilancio dello Stato.
8…
9. Le Capitanerie di porto, le forze preposte alla tutela della sicurezza e alla vigilanza in mare, nonche’ le altre forze preposte alla pubblica sicurezza o gli altri organi di polizia giudiziaria e tributaria vigilano sul corretto assolvimento degli obblighi derivanti dalle disposizioni di cui ai commi da 2 a 7 del presente articolo ed elevano, in caso di violazione, apposito processo verbale di constatazione che trasmettono alla direzione provinciale dell’Agenzia delle entrate competente per territorio, in relazione al luogo della commissione della violazione, per l’accertamento della stessa. Per l’accertamento, la riscossione e il contenzioso si applicano le disposizioni in materia di imposte sui redditi; per l’irrogazione delle sanzioni si applicano le disposizioni di cui al decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, esclusa la definizione ivi prevista. Le violazioni possono essere definite entro sessanta giorni
dalla elevazione del processo verbale di constatazione mediante il pagamento dell’imposta e della sanzione minima ridotta al cinquanta per cento. Le controversie concernenti l’imposta di cui al comma 2 sono devolute alla giurisdizione delle commissioni tributarie ai sensi del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546.
10. Per l’omesso, ritardato o parziale versamento dell’imposta di cui al comma 2 si applica una sanzione amministrativa tributaria dal 200 al 300 per cento dell’importo non versato, oltre
all’importo della tassa dovuta.
(…)

15. L’imposta di cui al comma 11 e’ versata secondo modalita’ stabilite con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate da emanarsi entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del
presente decreto.
15-bis. In caso di omesso o insufficiente pagamento dell’imposta di cui al comma 11 si applicano le disposizioni del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, e del decreto legislativo 18 dicembre
1997, n. 472.
15-ter. (…) La tassa di cui ai commi 2 e 3 e’ ridotta dopo cinque, dieci e quindici anni dalla data di costruzione dell’unita’ da diporto, rispettivamente, del 15, del 30 e del 45 per cento. I predetti periodi decorrono dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di costruzione. Con decreto del direttore generale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e’ rideterminata l’aliquota
di accisa del tabacco da fumo in misura tale da conseguire un maggior gettito pari all’onere derivante dal presente comma.

La tassa di stazionamento diventa tassa sul possesso

Tassa sul possesso, quindi, che evidentemente è il frutto delle pressioni di alcuni settori del mercato nautico attente giustamente a salvaguardare l’indotto. Tra queste UCINA ha svolto un ruolo di coordinamento fondamentale. Ci auguriamo, a questo punto, che anche una delle ragioni della fuga delle barche dall’Italia e della diffusione della nautica “normale”, ovvero le eccessive tariffe dei porti italiani rispetto agli altri paesi rivieraschi, sia oggetto di esame da parte del legislatore, con un’attenta ridiscussione dei canoni demaniali per riporatare un settore a livelli accessibili. A meno che non si voglia, davvero, far passare l’equazione nautica = lusso.

La posizione di UCINA sul tema arrivata in serata con questo comunicato stampa:

“L’emendamento Grillo – Cutrufo contenente le istanze del settore nautico è stato approvato nella tarda serata di ieri durante la seduta della 10° Commissione del Senato Industria, Commercio e Turismo. Le norme prevedono ulteriori misure di sviluppo.
Trasformazione dell’attuale imposta da tassa di stazionamento a tassa di possesso sul bene e da tassa giornaliera a tassa annuale ed estensione della tassa di stazionamento a tutti i possessori italiani di imbarcazioni e navi, anche se con bandiera estera.
E ancora, rimodulazione degli importi dell’imposta per renderli meno impattanti per il comparto, esclusione della tassazione sulle unità di proprietà degli stranieri, per i natanti e per le unità delle imprese di noleggio e locazione.

Queste, in sintesi, le proposte dell’Associazione al Governo per la modifica della tassa di stazionamento contenute all’interno di un emendamento firmato dal sen. Grillo e controfirmato dal sen. Cutrufo, approvato ieri durante la seduta della Commissione Industria del Senato, grazie al serio lavoro di verifica effettuato dal Governo, che ha espresso parere positivo.

Un’ulteriore norma contenuta nell’emendamento agevola la permanenza delle grandi unità di stranieri nelle nostre acque, non richiedendo più l’assunzione della bandiera italiana e riallineando quindi la nostra normativa a quella francese. Sono attese ulteriori semplificazioni riguardanti il noleggio di imbarcazioni (10-18 m), presentate e sostenute dal senatore Enrico Musso.

Anton Francesco Albertoni, Presidente di UCINA Confindustria Nautica, auspicando che l’iter legislativo prosegua il suo corso senza intoppi, ha dichiarato “Il Governo ha valutato approfonditamente e con molta attenzione le nostre istanze prima di recepirle, e di questo devo dare atto al ministro Passera e ai sottosegretari Improta, Malaschini e Polillo. In particolare la parametrazione annuale, che ha consentito l’abbattimento delle aliquote originarie, pur rispettando il vincolo del gettito complessivo, l’agevolazione delle nuove immatricolazioni, per dare un segnale concreto al mercato e infine la tutela, tramite il criterio di vetustà, dei possessori di barche usate da almeno 5 anni. Pur perdurando un contesto economico assai difficile che non favorisce la ripresa del settore – prosegue Albertoni -  questo complesso di interventi rappresenta per tutti gli esponenti del cluster marittimo un’iniezione di fiducia in quanto sancisce un riconoscimento da parte del Governo dell’importanza dell’industria nautica e del contributo che essa può dare al paese anche in termini di indotto e occupazione”.

Le proposte contenute nell’emendamento, condivise da UCINA con le altre Associazioni del Cluster nautico – Assilea, Assomarinas, Assonat, Assonautica, CNA Produzione Nautica, Confitarma, Federazione del Mare, Federagenti, Federturismo, FIV – mirano alla salvaguardia della filiera della nautica da diporto (cantieristica, refitting, portualità, turismo nautico, etc) in particolare sotto il profilo della tutela dell’occupazione.

Un’indagine coordinata dall’Osservatorio Nautico Nazionale aveva infatti evidenziato forti ripercussioni economiche ed occupazionali per l’intero comparto nautico qualora la tassa di stazionamento, così come inizialmente formulata, non fosse stata modificata.

Infatti, a fronte di un gettito, peraltro assai incerto, stimato in 200 milioni di euro, l’imposta ordinariamente concepita avrebbe rischiato di causare, complessivamente, un danno di almeno 1,5 miliardi di euro (tra riduzione delle entrate dirette dello stato derivanti dal turismo nautico, mancato indotto generato dai superyacht in transito e investimenti portuali a rischio), con una perdita di circa 9.000 posti di lavoro e un impatto diretto sulla cantieristica nazionale stimabile, in due anni, in una riduzione del 35% del mercato interno”.

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