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Vendee Globe, in 120.000 per la premiazione
Les Sables d'Olonne, Francia- Erano in 120.000 sabato sera a Les Sables d'Olonne ad assistere allo spettacolo della premiazione del Vendee Globe, atto conclusivo del giro del mondo il solitario 2008-2009. Michel Desjoyeaux ha ricevuto il Trofeo destinato al vincitore ed è salito sul palco insieme agli altri skipper presenti all'edizione appena conclusa. Sono state comunicate anche le date e gli orari della prossima edizione, che partirà domenica 21 ottobre 2012, alle ore 13.02. Sono già 29 i dossier di pre iscrizione pervenuti agli organizzatori.

Michel Desjoyeaux con il Trofeo del Vendee Globe. Foto Liot/Vendee Globe
Queste le dichiarazioni (in inglese) degli skipper presenti a Les Sables: - Kito de Pavant: It all ended much too soon for me, so I hope to be back again in three and a half years' time.
- Yannick Bestaven: I'm just overawed to be her tonight in front of such a large crowd.
- Jérémie Beyou: The Vendée Globe was really a special moment in my life.
- Unai Basurko: I'd like to say well done to all those thousands of supporters, who make sailing what it is in France.
- Bernard Stamm: I'm someone you might call stubborn, so you'll be seeing me again in 2012.
- Dominique Wavre: Along with Bernard Stamm, we tried
to carry out a Swiss invasion of New Zealand...., what I will remember
from this Vendée is the amazing solidarity associated with this race.
- Jean-Baptiste Dejeanty: in spite of being forced to retire, this Vendée remains the greatest sailing of my life.
- Mike Golding: The problems that I encountered in
this race all fell into perspective, when Yann Eliès was in distress. I
hope to return in 2012.
- Yann Eliès: I still remain just as determined to take part in the next Vendée Globe.
- Sébastien Josse: This race teaches you how important it is to manage and look after your boat.
- Derek Hatfield: I
was determined to complete the race, but, unfortunately.... I'd like to
thank everyone in Canada for their support, as they enabled me to line
up for the start.
- Jean-Pierre Dick: I'm very privileged to do this job. I really enjoyed myself at sea. I'll be here in 2012.
- Jonny Malbon: I was fairly stressed at the start and the race was very tough. The Vendée Globe is a really difficult race.
- Jean Le Cam: I'd like to thank everyone, as without you, we wouldn't be here. Sorry if I made you worry a bit!
- Roland Jourdain:
I don't know whether I'll be back on the water 4 years from now, as
it's quite nice too to stay in port and have a few pints when the race
is starting
- Norbert Sedlacek: The preparation for this Vendée Globe will have represented 8 years of my life. Thanks to everyone in Vendée.
- Raphael Dinelli: I managed to finish the race and achieve my sporting and eco-friendly goals.
- Rich Wilson:
I agree with Thomas Jefferson, who said that "everyone has two
countries, their own and France." I shall always remember this Vendée
Globe here with you.
- Steve White: This race is the finest test of human endurance.
- Dee Caffari: This Vendée Globe was just great for me. The three months just went by.
- Brian Thompson: I experienced some incredible moments, which are really impossible to describe, during this Vendée Globe.
- Samantha Davies:
The race was incredible, but I also keep remembering the three weeks
spent here before the start. I'd like to thank my whole team, the Roxy
boys, who did so well preparing this project.
- Vincent Riou: I try not to think too much about rescuing Jean Le Cam, even if it was a highly charged emotional moment.
- Marc Guillemot: Thanks to Yann Eliès, my race became something else.
- Armel Le Cléac'h: Finishing just after Michel Desjoyeaux was something I could not have hoped for, but was really the icing on the cake!
- Michel Desjoyeaux:
From the outset, I couldn't wait to get going. I don't know what the
future will be like, but tonight, I can't wait to celebrate with
everyone here in Vendée.
www.vendeeglobe.org
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Vendee Globe, sabato 23 maggio la cerimonia di premiazione
Les Sables d'Olonne, Francia- Lo splendido Vendee Globe 2008-2009, che Fare Vela Net ha seguito quotidianamente (vedi lo speciale dedicato, cliccando sulla home page), avra' domani sera il suo epilogo, con la cerimonia di premiazione, prevista sulla Grand Plage di Les Sables a partire dalle ore 22, in modo da dare al tutto la massima suggestione.
La cerimonia sara' ovviamente aperta al pubblico, che la trasformera' probabilmente in una grande festa popolare con, si vocifera, piu' di 100.000 persone. Tutti ad applaudire il trionfatore Michel Desjoyeaux e gli altri 29 skipper del giro del mondo in solitario, tra fuochi d'artificio e le immagini del film del Vendee che saranno proiettate su schermi giganti.
Nell'occasione, il presidente del VG Philippe de Villiers, annuncera' le date dell'edizione 2012-2013.
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Arrivano Dinelli e Sedlacek, concluso il Vendee Globe
Les Sables d'Olonne, Francia- Sabato 14 marzo, alle ore 15:34 UTC, in condidizioni primaverili, Raphael Dinelli ha tagliato il traguardo del Vendée Globe, ottenendo il decimo posto in 125 giorni, 2 ore e 32 minuti (migliora il proripo record di un'ora e mezzo). E' la quarta volta consecutiva che Dinelli partecipa al giro del mondo in solitario e senza tappe. Nel 1996, "da pirata" cioè fuori classifica perché non ufficialmente qualificato, era naufragato e fu salvato dall'inglese Pete Goss. A proposito di Goss, ha concluso la scorsa settimana un bel viaggio, dalla Gran Bretagna all'Australia su Spirit of Mystery (vedi il sito www.petegoss.com). Nel 2000/01 Dinelli, fu costretto al ritiro per un'avaria al timone. L'ultima volta, sulla stessa barca di adesso (progetto Nandor Fa del '96) aveva chiuso al dodicesimo posto con lo stesso tempo di percorso.
Sul piano sportivo, ha dichiarato Dinelli, "la barca è a posto. Ho perso i gennaker presto e ho dovuto navigare quasi sempre con una mano di terzaroli." Un po' come ha fatto Marc Guillemot, Dinelli voleva fermarsi in qualche isola ma le circostanze glielo hanno sempre impedito: prima all'isola Trindade al largo del Brasile dopo un gancio che gli è costato caro in classifica, poi a Sud della Nuova Zelanda, infine alle Falkland, dove ebbe il tempo solo di imbarcare qualche medicina di scorta ma non di sistemare il problema. La monotona risalita dell'Atlantico si svolge in buone condizioni fino alla rottura del boma vicino alle Azzorre, boma che ha dovuto riparare con i propri mezzi. Come se non bastasse, Dinelli è caduto a bordo, ferendosi a una costola.
"Ma più che il mio quinto o quarto giro del Mondo" ha dichiarato Dinelli Raphael, 40 anni, cittadino di adozione di Les Sables D'Olonne, "quello che risulta veramente importante sono le sperimentazioni che io e Fondation Ocean Vital abbiamo eseguito a bordo". Due volte al giorno per 125 giorni, Dinelli controllava l'intensità e il voltaggio dell'innovativo impianto fotovoltaico e dell'eloico. Tutti appunti e un feed back prezioso perché realizzato in condizioni estreme che permetterà poi di applicare queste soluzioni per la costruzione di case e automobili. Sono state positive. Siamo risuciti a chiudere il giro con meno di 100 litri di gasolio". E racconta giorni di angoscia nel Grande Sud, quando vedeva il livello delle batterie scendere a meno del 50%. "E' stata una vittoria", continua lo skipper, "quando di ritorno nel Sud Atlantico il sistema è tornato al 100% della sua capacità."
In conferenza stampa, a proposito della sua militanza ecologista, Dinelli ha ricordato che dieci anni fa, quando costruì la sua casa bioclimatica, tutti lo guardavano strano. "Oggi", sottolinea, "tutto è "bio", l'ecologia va di moda, se ne parla molto e non si fa nulla. Sarebbe ora di agire più che di parlare. Questo giro non è stato un colpo di marketing ma il frutto di tre anni di ricerche e un primo passo per andare avanti." www.fondationoceanvital.com

Fondation Ocean Vital al traguardo. Si vedono i panelli solari sulla tuga. Ultra sottili, quindi ultra leggeri hanno dato risultati soddisfacenti. Non tutti però hanno sopportato le condizioni estreme incontrate. Più del freddo è il grande caldo che, provocando delaminazioni, li ha daneggiati (il 70% dell'impianto torna fuori uso). Il fotovoltaico ha fornito l'energia per tutti i servizi a bordo. Il generatore eolico sperimentale (visibile a poppa, asse verticale, pale elicodiali e velocità di rotazione controllata), forniva il 24 V ed era riservato all'antenna satelittare (principale fonte di consumo).
Norbert Sedlacek, ultimo concorrente ancora in regata del Vendee Globe, ha poi tagliato il traguardo alle 17:33 UTC di oggi. 126g 5h 31m 56s il tempo del primo austriaco che compie il giro del mondo in solitario.
Norbert Sedlacek, classe 1962, austriaco di Vienna, ha scoperto la vela 16 anni fa circa, come molti suoi connazionali in Alto Adriatico. L'andar per mare come scelta di vita: lascia il precedente lavoro nei trasporti urbani e monta un primo progetto: il giro del mondo in solitario a tappe su una barca di poco più di otto metri. Parte da Grado il 26 luglio1996 per tornarci due anni dopo. Questa prima esperienza lo spinge ad andare avanti. Nell'inverno 2000/01, mentre si corre la quarta edizione del VG, compie da solo su un 50' la circumnavigazione dell'Antartide, da Cape Town a Cape Town in 93 giorni. Passa su 60' nel 2004, comprando la sua attuale barca, un progetto Nivelt del 1995 costruito in alluminio dal cantiere Garcia. La sua prima regata in assoluto è la Ostar del 2004 valida per qualificarsi alla quinta edizione del VG, alla quale partecipa. Purtroppo si ritira a Cape Town per un'avaria alla chiglia. Seguono 4 anni di lavori per ottimizzare la barca, renderla più affidabile. Tornarci e concludere il VG . Lo ha fatto.

Ci è riuscito in 126 giorni e 5 ore: undicesimo e ultimo classificato del Globe 2008/09 . Nelle sue dichiarazioni, Sedlacek evoca i rapporti con la sua barca, "come una vecchia copia che ha vissuto assieme momenti belli e quelli brutti. E poi c'è questa magia di arrivare, che tutti hanno sottolineato, l'accoglienza del pubblico, "come tornare a casa mia a Vienna" ha detto Sedlacek. La giusta ricompensa per una caparbietà esemplare. Anche questa è vittoria. E' proprio per questo che il pubblico di Les Sables ha risposto presente anche in questa occasione, per salutare l'ultimo arrivato degli eroi, con un po' di malinconia per la fine. No, decisamente, il Vendée Globe non è una regata come le altre.
Si conclude così, con 11 solitari al traguardo sui 30 partiti, la sesta edizione del Vendée Globe. www.vendeeglobe.com      
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Vendee Globe: l'arrivo di Rich Wilson su Great American III, è nono in 121 giorni
Les Sables d'Olonne, Francia, 10 marzo- Con 25 nodi da Ovest, sotto randa terzarolata e trinchetta, lo statunitense Rich Wilson su Great American III (foto sotto) ha tagliato il traguardo del Vendée Globe oggi alle ore 13:43. 121 giorni e 43 minuti il tempo di percorso, velocità media di 8,55 nodi, per il nono posto nella classifica.

Il decano di questa edizione conclude a 58 anni il suo primo giro del mondo in solitario su una barca del '99 e senza altro sponsor che SitesAlive, un network di scuole che, un po' ovunque negli Stati Uniti, utilizzano le avventure marine dello skipper, laureato a Harvard e professore al Mit di Boston, per divulgare le discipline legate a un viaggio in barca a vela. E sono tante. Sulle rive del canale, sono di ritorno gli striscioni con scritte "Yes, You Can" . www.sitesalive.com
Nella sezione video, le immagini (couretsy Vendee Globe) dell'arrivo di Wilson: www.farevela.net/video-annunci-di-vela-farevelatv.asp

Great American III. Foto Vendee Globe
Sono due i concorrenti rimasti in mare: Raphael Dinelli su Fondation Ocean Vital che prosegue col boma rotto ed è a 600 miglia dall'arrivo e l'austriaco Norbert Sedlacek su Nauticsport Kapsch, ancora a più di 1000 miglia. www.vendeeglobe.org
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Vendee Globe: Steve White ottavo a Les Sables
Les Sables d'Olonne, Francia, 27 febbraio (ore 9)- Salutato dalla solita folla degli appasionati, è arrivato ieri a Les Sables d'Olonne, l'inglese Steve White, skipper di Toe in the water, ottavo concorrente a concludere il giro del mondo in solitario, senza scalo e senza assistenza. Arrivare in fondo in 109 giorni (tempo del vincitore della seconda edizione del VG) è già una bella soddisfazione, terzo nella classifica non ufficiale ma significativa degli Imoca di vecchia generazione (con ancora altre tre barche in mare), un'altra. Ma la più bella probabilmente è di essere riuscito in un impresa tutta in salita, nonostante una preparazione tardiva, uno dei budget più risicati della flotta, chiuso all'ultimo momento grazie al sostegno di una società di beneficienza, Toe in the Water, il cui scopo è di portare in barca portatori di handicap e mutilati di guerra. Steve White, 35 anni, è salito in barca per la prima volta soltanto dodici anni fa ma ha imparato con i migliori (Pete Goss) e in fretta.

Come Boissières arrivato due giorni prima di lui, White ha ringraziato innanzitutto la sua barca, di quelle che "conoscono la strada". Era il terzo giro del mondo del progetto Finot&Conq del 1998. "La fiducia", ha raccontato Steve White, "è stato un fattore decisivo che è cresciuta man mano che riuscivo a risolvere i vari problemi che ho avuto a bordo (inizio di incendio, problemi di energia e le varie consequenze dell'usura del materiale, Ndr). Hai una barca, delle vele e un albero che regge: non serve molto di più". Bello questo suo pensiero sulla navigazione nei mari del Sud: "E' quando vedi l'ago del barometro in caduta libera, che davvero ti senti solo. Ma devi accontentarti. Per essere onesto questo sentimento di isolamento è qualcosa che ricerco, è un piacere essere ammesso in un universo così selvaggio". Come Bossières e come molti altri, Steve White pensa già alla prossima edizione del Vg. www.vendeeglobe.org
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