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America’s Cup: perché l’Italia farà bene alla Coppa, analisi dopo il successo di Cagliari

Cagliari– L’Italia farà un gran bene all’America’s Cup. Questo quanto si può concludere dopo aver visto il successo, andato anche oltre le previsioni, della prima Louis Vuitton America’s Cup Preliminary Regatta conclusasi ieri a Cagliari. Una folla calcolata in 25.000 persone, con cinquecento barche spettatori in mare, ha seguito la giornata conclusiva, in cui Luna Rossa ha battuto Emirates Team New Zealand nel match race finale, dopo una tre giorni di grandi emozioni.

Sembra vero anche il contrario, ovvero l’America’s Cup farà bene all’Italia. Nel senso che raramente si era visto un evento così ben organizzato, con una passione che trasudava tra Via Roma e le banchine di Porto Karalis, per non parlare della costa tra il Lazzaretto e Cala Mosca. Complimenti quindi a Mirco Babini e agli altri organizzatori, ai referenti politici bipartisan, anche se l’applauso più forte alla splendida Cerimonia Inaugurale al Bastione Saint Remy pare esserselo preso la presidente della Sardegna Alessandra Todde.

Proprio l’America’s Cup si è rilanciata alla grandissima con questo primo evento che ci porterà a Napoli 2027. E, infatti, anche Napoli era presente in forze a Cagliari, con il sindaco Gaetano Manfredi. Se Cagliari e la Sardegna sono riusciti a mettere insieme questo capolavoro, cosa riuscirà a fare una città di oltre un milione di abitanti, con una passione unica e uno scenario magnifico?

“Nulla è come l’America’s Cup”, ha detto Max Sirena ai media italiani domenica mattina. L’assoluta unicità dell’evento, che non ha paragoni in tutti gli sport, e le sue potenzialità, ben espresse dal nuovo CEO di America’s Cup Partnership Marzio Perrelli, costituiscono un unicum speciale che appassiona, crea professionalità di altissimo livello, muove appassionati vecchi e nuovi,  crea indotto economico e induce all’immedesimazione dei giovani velisti. Basti pensare a Giovanni Santi, 21 anni, che solo due stagioni fa regatava in 29er e adesso si ritrova nel pozzetto di Luna Rossa Youth con una faccia da Alice nel Paese delle Meraviglie.

Race Day 3, Match Race
24 May 2026. Louis Vuitton 38th America’s Cup – Preliminary Regatta Sardinia Race Day 3, Match Race .

La passione

Già, la passione. Questa la forza propulsiva che, unita alla bellezza della Sardegna e di Napoli, spingerà l’America’s Cup a un’edizione che, lo scriviamo adesso in tempi non sospetti, sarà da ricordare, forse la migliore di sempre. E’ stata infatti proprio quell’atmosfera unica ad aver reso Cagliari così speciale. La si respirava ovunque, tra il Bastione Saint Remy e Via Roma. Ne abbiamo goduto gli esiti, con regate splendide grazie a condizioni meteo che definire perfette è diminutivo e a velisti eccelsi. Ne abbiamo visto gli effetti, con migliaia di persone a caccia del gadget o dell’applauso ai propri beniamini. I velisti in divisa, sia gli all-blacks del defender neozelandese, sia i ragazzi in grigio di Luna Rossa o i blue di La Roche-Posay e Tudor Team Alinghi, erano le nuove star. Inseguite. Desiderate. Rispettate.

Race Day One
22 May 2026. Louis Vuitton 38th America’s Cup – Preliminary Regatta Sardinia. Race Day One.

La bellezza

L’Italia ne ha in abbondanza. Se si riesce a superare le battaglie politiche, e per questa America’s Cup sembra che le istituzioni ci stiano provando davvero, basta formare gli equipaggi. L’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, Gioacchino Rossini con la Gazzaladra, Giuseppe Verdi con il Nabucco e Giacomo Puccini con il Nessun Dorma dalla Turandot, magnificamente interpretato dal tenore sardo Francesco Demuro. Li si accompagna con un panorama magnifico come quello del Golfo degli Angeli, con lo sguardo che arriva fino alla punica Nora e a Capo Spartivento, e con le tradizioni sarde dei gruppi folkloristici dell’isola.

Il risultato è la più bella e coinvolgente cerimonia d’apertura che si sia mai vista in Coppa America, seguita da una partecipatissima discesa verso il porto, con i velisti racchiusi tra due ali di folla e un paio di bandiere della Palestina, che di questi tempi non guastano mai.

Napoli aggiungerà Capri, il Vesuvio, la Costiera, Marechiaro e i profili di Ischia e Procida. Un’altra brezza dolce e invitante. Come regatare in paradiso.

 

Le condizioni perfette

Brezza da sud puntuale che neanche l’Ora gardesana. 10-18 nodi. Sole, onda da lavorare. Campo di regata a mezzo miglio dal porto. Tutto facile e immediato, con la Sella del Diavolo a far da sfondo alle boe di bolina e Bonaria a quelle di poppa. Un campo di regata talmente tecnico e continuo che sembra fatto apposta per chi vuol fare regate di altissimo livello. E infatti Alessandra Sensini, la DT delle squadre giovanili FIV, ci dice come sia arrivato il momento di impiantare qui qualcosa di stabile.

I velisti

Mai visti prima a questi livelli. Una dozzina di medaglie olimpiche coinvolte, giovani emergenti, professionisti ad alta tecnologia in tutti i campi, dalla progettazione all’IA. La gioventù irruenta che pensa rapida e agisce ancor più velocemente, magari a volte sbatte contro un muro, come Marco Gradoni nelle due regate di ieri, ma è esattamente quello che serve per crescere e imparare a vincere.

Killer freddi come il ghiaccio di Auckland Island. My name is Burling, Peter Burling, un vincente per definizione con due medaglie olimpiche in 49er e tre America’s Cup già in carriera. Un innesto di assoluto valore per Luna Rossa. Un razionale campione come Ruggero Tita, la cui voce controllata e solida dà sicurezza a chiunque si trovi in un pozzetto di foiling AC. E poi Nathan Outteridge e i nuovi campioni kiwi di Emirates Team New Zealand. Paul Goodison e Pietro Sibello in Tudor Team Alinghi. Diego Botin e Florian Trittel in La Roche-Posey. Dylan Fletcher e Hannah Mills in GB1. Tom Slingsby che arriverà presto con Team Australia, più il saggio Ken Read con Giles Scott in American Racing Challenger.

La pressione, la capacità di performare al meglio nel momento decisivo, farà la differenza. Ma tra tutti questi campioni e le barche AC75 3.0 che verranno si può già affermate che nessuna edizione dell’America’s Cup ha avuto sin’ora un livello tanto elevato.

Peter Burling. Foto Delfina Vicente Santiago/Fare Vela

 

Le barche

Gli AC40 sono velocissimi, agili, perfetti per questa nuova America’s Cup. Così come gli AC75, modificati per la versione 3 del regolamento, faranno spavento. Prestazioni ancora superiori a quelle di Barcellona 2024 e inevitabile riavvicinamento tra le velocità di punta. Decisioni umane, pressione e capacità nel match race saranno decisive.

24 May 2026. Louis Vuitton 38th America’s Cup – Preliminary Regatta Sardinia Race Day 3, Match Race .

Un esempio è stato il pre-start della finale di ieri, in cui Luna Rossa ha compiuto un capolavoro di tecnica allenata e di creatività sul momento, finendo con mettere Nathan Outteridge in una situazione senza via d’uscita, se non uno splash con partenza anticipata. Da vedere e registrare nei manuali.

Si regata come su un Laser, solo che lo si fa a 35 nodi. In questo Marco Gradoni e Margherita Porro hanno dato spettacolo nelle prime due giornate a bordo della Luna Rossa Youth & Women.

Il campo di regata è grande abbastanza per gestire anche una strategia, che non uccide la tattica come invece accade spesso nel troppo ristretto campo del SailGP. “Bisogna calcolare in anticipo cosa succederà”, ci ha spiegato l’ottimo Vittorio Bissaro, trimmer di Luna Rossa insieme a Umberto Molineris, “Cosa fare in un incrocio decisivo deve essere deciso prima che le barche si avvicinino e, nel farlo, bisogna pensare anche a due-tre mosse dopo. Il tutto mentre vai a 30 nodi. Comunicare nel modo giusto e pensare in fretta è fondamentale”.

Mixed Zone
Peter Burling e Nathan Outteridge, un duello già iniziato a Cagliari che si prospetto assai infuocato. 24 May 2026. Louis Vuitton 38th America’s Cup – Preliminary Regatta Sardinia Mixed Zone .

 

E poi c’è l’America’s Cup Partnership. Tutti i team la appoggiano. Certo, come prassi vuole non mancano le frecciatine qua e là tra i team, d’altronde altrimenti non sarebbe America’s Cup. Salvaguardare l’eredità dell’America’s Cup innovando dove si può, ma assolutamente preservandone l’unicità. Questo quanto abbiamo raccolto come analisi comune tra i vari team.

 

Prizegiving, LUNA ROSSA TEAM, Winners
24 May 2026. Louis Vuitton 38th America’s Cup – Preliminary Regatta Sardinia Prizegiving, LUNA ROSSA TEAM, Winners .

L’America’s Cup preview a Cagliari ha fatto storia. Si regaterà a Napoli (basi a Nisida) per la seconda AC Preliminary dal 24 al 27 settembre. Poi da ottobre a gennaio 2027 dovrebbero iniziare i trasferimenti dei sette team a Napoli, con le basi via via in costruzione a Bagnoli, che dovrebbe diventare operativa a inizio del prossimo anno.

L’Italia sta facendo davvero benissimo all’America’s Cup. E la Coppa già è una vetrina ineguagliabile per la vela italiana. Bastava vedere le centinaia di ragazzi agli stand FIV di Cagliari o gli ospiti entusiasti delle varie aziende, come Ferrarelle, acqua ufficiale della 38th AC, o Alfa Romeo, solo per citarne alcune.
Non perdete, quindi, ogni singolo episodio di questa leggenda chiamata America’s Cup. La prossima stagione si annuncia piena di colpi di scena. Non resta che metterci comodi e godersi lo spettacolo.

Fare Vela la seguirà come sempre, in tutti i suoi dettagli più appassionanti.

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