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Dieci domande a… Francesco Bruni (la nuova rubrica di Stefano Beltrando)

DIECI DOMANDE A…
Inizia una nuova serie d’interviste curate per Fare Vela da Stefano Beltrando. Una serie d’incontri a ruota libera con pensieri in libertà.
Stefano Beltrando, professionista tra i più apprezzati nel mondo della vela hi tech con la sua QI Composites che si occupa di test non distruttivi e sui materiali, inizia questa serie d’incontri con alcuni dei più noti protagonisti del mondo velico.
Dieci domande a… è una serie che si propone di raccontare la passione per un mondo stupendo e altamente professionale come quello della vela sportiva.
Francesco Bruni libera la sua gioia all’arrivo in banchina dopo la vittoria in semifinale nella 36th America’s Cup. Foto Studio Borlenghi

Protagonista delle dieci domande di questa prima puntata è Francesco “Checco” Bruni. Palermitano del 1973, Bruni è l’unico italiano ad aver regatato in tre Olimpiadi su tre classi diverse (Laser nel 1996, 49er nel 2000 e Star nel 2004), match racer di assoluto valore, campione europeo Moth, tattico ricercatissimo nell’altura e nelle classi one design e, ovviamente, popolarissimo co-timoniere di Luna Rossa AC75 alla 36th America’s Cup. Ma, soprattutto, Bruni è un siciliano profondamente innamorato del mare e della vela.

1- Come è possibile essere sempre il migliore in Italia in quello che hai fatto e nei tempi che tu hai scelto? Dal Laser, al 49er alla Star. E soprattutto migliorare col tempo in senso assoluto per entrare nella top list del Moth e poi della Coppa America? Non mi dire che è questione di esperienza o maturità perchè non
l’accetto, dammi qualcosa di più pratico…

FB Credo di essere stato aiutato molto dal fatto che adoro quello che faccio. Io amo navigare e soprattutto mi piace l’agonismo. Fin da piccolo ho sempre adorato lo sport della vela, e questo aiuta molto. Ho avuto la fortuna di avere dei grandi maestri quando ero giovane e quindi ho avuto delle basi solide.

2- Sei affetto dalla stessa sindrome che ha colpito Santiago Lange, ti viene bene tutto quello che fai ed in generale il livello aumenta con l’età. Quindi che ambizioni hai per i prossimi anni? Perché di sicuro dobbiamo prepararci a qualcosa di grosso , vista l’escalation. Politica? Spettacolo?

FB Il paragone col mio caro amico Santiago mi lusinga molto. Per me lui è un vero eroe e fonte di grande ispirazione.
Resto nel mondo della vela finché posso. Il resto non mi interessa assolutamente

3- Che tipo di vela proporresti in una scuola vela di oggi per un target di ragazzini di 12-14 anni?
FB Credo sia importante che i ragazzi provino più tipi di barche possibile, avere tante esperienze e tanta scelta credo sia fondamentale per le loro basi e per farli divertire.

4- L’agonismo spinge alla pratica della vela e ti mantiene appassionato o sul lungo periodo diventa un lavoro e, come quasi tutti i lavori, diventa routine?

FB No, la parola routine non so proprio cosa significhi.
Io adoro il mio lavoro e non smetterei mai di farlo. Mi ritengo molto fortunato.

5- Le barche sono troppo complicate e per questo ci si spinge i massa sul wing foil e wingsurf e il Laser continua a tenere?

FB La semplicità logistica di alcune barche o tavole le rende molto appetibili e credo sia bello navigare con qualcosa di semplice. Però allo stesso modo per me è molto affascinante il tecnicismo e la complessità di altre barche come per esempio il Moth. Io le ho provate quasi tutte, semplici e non, e credo che ci si possa divertire con qualsiasi mezzo.

6- Perchè non hai mai fatto una Volvo Ocean Race o regate oceaniche?

FB Non è mai capitato, ho avuto poco tempo negli anni per dedicarmi anche all’oceano, ma non escludo che in futuro…

7- Che barche metteresti alle Olimpiadi? Potendo includere anche offshore, match race e tutto quanto galleggia spinto dal vento.

FB Credo sia assurdo che la federazione internazionale non si ponga mai il problema del costo delle classi olimpiche. Mi sembra veramente surreale che le classi olimpiche costino quasi il doppio di barche o tavole simili ma non olimpiche.
Mi piacerebbe che il match race tornasse perché può essere praticato senza possedere una barca e con budget molto limitati.

8- Dettaglia e inventa la barca ideale per equipaggi doppi dopo i 18 anni, ovvero quando si perde la maggior parte dei praticanti.

FB Domanda molto difficile, deve essere una barca veloce ma semplice. Il 49er è già una barca molto riuscita secondo me. Magari in futuro un doppio sui foil, ma con cinghie e non trapezi per motivi di sicurezza.

9- Quando ti sei metaforicamente “ca..to addosso” in barca? Sempre che sia accaduto ovviamente.
Tutte le volte che ho disalberato è sempre stata una bruttissima sensazione. Forse la più “emozionante” quella quando timonavo il catamarano T2 di Artemis e si ruppe la traversa di poppa a meno di mezzo metro da me. Un bel botto…

10- Il Moth: meglio one design, a sviluppo continuo, o con alcune aree a sviluppo ed altre bloccate?
FB Il Moth deve restare la classe che è al momento, una classe bellissima che ha un gran successo e che serve da volano per le innovazioni tecnologiche del mondo del foiling. Mi piacerebbe che nascessero altre classi simili al Moth ma one-design, un po’ come il Waszp, ma c’è spazio per altre secondo me.

Stefano Beltrando (1-continua)

Stefano Beltrando, Foto Borlenghi/Luna Rossa

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