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Francesca Clapcich, ritratto di una velista speciale (video intervista)

Fort-de-France– Francesca Clapcich sorride mentre attraversa la Baia di Fort-de-France, in Martinica, sul traghettino che la porta dall’Hotel al porto dove si trova il suo Imoca 11th Hour Racing. E ne ha ben donde. Il suo secondo posto alla Transat Café l’Or, ottenuto dopo una regata condotta in modo superbo insieme al co-skipper Will Harris, ha infatti un peso specifico enorme.

La nostra video intervista a Francesca Clapcich:

Si tratta del miglior risultato di sempre per un velista italiano nella ipercompetitiva e ancor più tecnica classe Imoca 60 e uno dei migliori in assoluto per una skipper donna a livello internazionale.

11th hour racing

Francesca Clapcich è un po’ l’emblema della nuova vela oceanica italiana. Insieme ad Ambrogio Beccaria, quarto con il suo Allagrande Mapei nella stessa regata, ha messo insieme un uno-due che ha impensierito non poco i francesi dominatori della course au large.

La Clapcich ai tempi del Laser Radial olimpico per l’Aeronautica Militare
FORT-DE-FRANCE, MARTINIQUE : IMOCA 11th Hour Racing, skippers Francesca Clapcich and Will Harris take second place in their category of the Transat Café l’OR 2025 on November 7, 2025 in Fort-de-France, Martinique. (Photo by Jean-Marie Liot / Alea)

Triestina, 37 anni, sposata con una velista americana con cui ha una figlia, visione cosmopolita com’è normale per chi in mare ci va davvero, la Clapcich ha lavorato a lungo per essere lì dove si trova adesso. In Martinica, podio conquistato in una delle maggiori regate transatlantiche, progetto Vendée Globe in corso su una barca dalle ottime prospettive.

Nata velisticamente alla Società Nautica Pietas Julia di Sistiana, la Clapcich è stata olimpica a Weymouth 2012 in Laser Radial (19esima) e a Rio 2016 in FX (quinte con qualche rimpianto) insieme a Giulia Conti, con cui l’anno prima aveva vinto Mondiale ed Europeo.

”La vela oceanica mi aveva sempre affascinato”, racconta la Clapcich, “Dopo Rio mi dicevo però ma figurati se ho delle possibilità, da donna e in una vela complessa. Invece grazie anche all’esperimento di SCA, team tutto al femminile della Volvo Ocean Race 2014, pian piano sono entrata in questo mondo e ho iniziato a navigare in team importanti. Adesso sono qui e non so dire dove sarò dopo il Vendée Globe. So però che la vela oceanica italiana é ormai cresciuta. Oltre a me e Ambrogio, che anche se lui non sarà d’accordo ha fatto una regata splendida, ci sono i ragazzi dei Class 40, che stanno andando bene in una regata per loro durissima, la Cecilia Zorzi che sta facendo una Minitransat da protagonista, e tanti altri che stanno crescendo”.

La tecnica sopraffina della vela olimpica che si evolve e completa con la marineria e l’esperienza superiore della vela oceanica. Nel mezzo anche l’America’s Cup, di cui la Clapcich ha assaporato gli umori e l’eccelsa professionalità militando in American Magic nella Women’s America’s Cup di Barcellona 2024.

”Abbiamo timonato molto in questa Transat. Due ore a testa, spesso anche meno perché è davvero dura star fuori a 30 nodi. Timonando, in certe condizioni, riesci a fare medie di 2-3 nodi superiori rispetto al pilota, che di fatto usavamo solo di notte. I progetti VPLP come il nostro consentono di timonare, così come sulla barca di Ambrogio, sui Verdier invece è assai complicato”, dice la Clapcich lasciando trasparire l’anima della velista purosangue.

RACE, NOVEMBER 02, 2025 : Photo sent from the Imoca 11th Hour Racing, skippers Francesca Clapcich and Will Harris during the Transat Café l’Or sailing race on November 02, 2025. (Photo by Team)

Le parole di Francesca ti fanno sentir bene. Respiri mare e multiculturalità, che è poi la stessa cosa. Dalla mitteleuropea Trieste, “È stata ed è importante nella mia vita”, a Newport e agli Stati Uniti, “Mi hanno dato opportunità”. Regate in tutto il mondo e soprattutto in tutti gli oceani del Globo. Tanto da imparare e molto da raccontare, come del resto ha appena fatto in un libro, Un’onda alla volta edito da Tea, che esce il 14 novembre in libreria.

Olimpiadi, Ocean Race, America’s Cup e, nel 2027, anche il Vendée Globe… “Ma quella sarà una bestia diversa”, dice.

Una risorsa della vela italiana, come lo è Bogi, questa è Francesca Clapcich. Come lo sono i tanti ragazzi che dal mare e dalla vela hanno appreso la cosa più importante. Ciò che realmente conta. Restare umili, lavorare, imparare. Bordo dopo bordo, mare dopo mare. Fino all’oceano o dovunque ti porterà il vento.

 

 

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