Vigo– (Dal nostro inviato) “Se hai un sogno, raggiungi il sogno, questa è la tua regata“. La Global Solo Challenge ideata da Marco Nannini procede spedita verso la sua seconda edizione che partirà a fine 2027. Il giro del mondo senza scalo su barche di serie, open e one-off, con partenze differite in base al rating e regata in tempo reale, è stato un successo e ha tutte le potenzialità per ripetersi. Il sogno che diventa realtà di velisti e veliste ben preparati, ma non professionisti a tempo pieno.


Cambio di sede. Sempre nella Galizia spagnola. Da A Coruña alla dinamica Vigo, che con la sua splendida Ria proiettata sull’Atlantico e protetta dalle Islas Cies, si presta perfettamente allo scopo. L’ospitale Real Club Nautico de Vigo, presieduto da Antonio Perez Castro, ha ospitato ieri la celebrazione della prima edizione e la presentazione della seconda, a cui sono già iscritti 23 navigatori solitari da ben 14 Paesi diversi. Tra questi l’italiano Marcello Queirolo, 65 anni da San Canzian d’Isonzo, che regaterà con l’Elan 37 IAIAI.

Alla prima edizione avevano preso parte Andrea Mura, presente all’evento di Vigo, terzo classificato con il suo Vento di Sardegna in 120 giorni (il tempo minore tra tutta la flotta), Alessandro Tosetti, ritirato per problemi di rig con Aspra, e Riccardo Tosetto, quarto classificato in 153 giorni con Obportus.
Fare Vela era presente al Real Club Nautico De Vigo, grazie all’inviata e psicologa sportiva Delfina Vicente Santiago, di cui pubblichiamo le foto.







Il Global Solo Challenge naviga sulla rotta più dura, la stessa del Vendée Globe, i tre grandi capi (Buona Speranza, Leeuwin e Horn) da lasciare a sinistra con partenza e rientro a Vigo, dove la Spagna si affaccia sull’Atlantico.
Per definizione, il GSC di Marco Nannini mette in pratica quanto Nannini ha fatto nella sua carriera. Da professionista nella City di Londra a navigatore oceanico. “Un giro del mondo inclusivo”, spiega Nannini nella sua presentazione, “Con un’ampia gamma di tipologia di barche ammesse, che unisce validi amatori a professionisti, avventurieri a esperti velisti, con una dimensione internazionale elevata, di differenti età dalla generazione Z ai boomer. Il tutto con budget accessibili e ampia uguaglianza di genere. Importante il dato che la regata ammette anche barche open o one-off oltre a quelle di serie.
Quando mi chiedono perché questa regata non parte dalla Francia, rispondo che la Francia ha già i suoi grandi eventi oceanici. Non ne ha bisogno. Invece la Spagna e Vigo sono perfetti e saranno sempre più protagonisti della grande vela oceanica nei prossimi anni. Tra i 23 iscritti al momento della prossima edizione, ma saranno di più, c’è un’ampia rappresentanza internazionale. Non quasi tutti francesi ma con poche presenze internazionali”.

Il giovane presidente del Real Club Nautico de Vigo Antonio Perez Castro aggiunge che “Quando il Real Club Nautico de Vigo si impegna in un evento lo fa con la convinzione di essere al massimo livello d’impegno e con tutto il suo potenziale ed è per questo che la Global Solo Challenge è qui oggi. Un evento che si sposa perfettamente con la tradizione sportiva del Club e con la cultura marittima di questa città. Vigo intende il mare come lavoro, sfida e forma di vita. Siamo una città aperta all’oceano”.
Marco Nannini si è poi soffermato molto sulla sicurezza della regata, sull’impatto mediatico, sulla collaborazione con la Cofradía Europea de la Vela (CEV) e sulle potenzialità di un giro del mondo che promette di crescere molto nei prossimi anni.
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