Prosegue la serie sulle più celebri navi scuola delle marinerie internazionali a cura di Fabio Bergamo*.
La nave scuola attualmente utilizzata dalla Marina Militare francese è un brigantino a palo denominato Belem, con più di 130 anni di età.

La storia del Veliero Belem si suddivide in 4 periodi: quello francese (1896-1914), quello inglese (1914-1951), quello italiano (1951-1979) e il ritorno definitivo in Francia (1979 – oggi).
Il periodo francese
Il veliero viene varato nel 1896 presso il Cantiere Navale Dubigeon a Chantenay sur Loire. L’armatore è il Sig. Fernand Crouan e la sua iniziale carriera di nave transoceanica per il trasporto delle merci si svolge importando in Francia merci come il cacao e la canna da zucchero e anche animali da soma, acquistati direttamente dal Sud America.
Durante questo periodo la nave subisce diversi eventi, alcuni gravi, altri invece dagli esiti fortunosi. Ma due sono quelli da segnalare: il primo è un vasto incendio a bordo, mentre la Belem è in navigazione in Brasile, a causa del quale muoiono 115 muli; il secondo è la impossibilità di ormeggiare nel porto di St. Pierre in Martinica che si rivela una circostanza provvidenziale perché mette al riparo la nave dall’eruzione del Monte Pelée, avvenuta l’8 maggio del 1902 che distrugge la città e tutte le navi presenti nel porto.
Durante il periodo francese la nave Belem ha effettuato ben 33 campagne navali, della durata anche di sei mesi, attraversando l’Atlantico e si sono avvicendati tre armatori: Crouan, a cui segue Demange e per ultima la Société des Armateurs Coloniaux (H. Fleuriot & Cie.) che la utilizza per i trasporti con le colonie francesi avendo come Capitano Chauvelon.
Nel marzo del 1914 il suo ultimo comandante, il già citato Chauvelon, dopo 13 anni di navigazione, attraversa la Manica per consegnarla al Duca di Westminster, che diviene il nuovo proprietario.

Il periodo inglese
Il Duca di Westminster, Hugh Richard Arthur Grosvenor, a cui era noto il veliero Belem con le sue caratteristiche e le doti nautiche se ne assicura il possesso acquistandolo nel 1914, e lo trasforma in uno yacht da crociera per i suoi viaggi di piacere, nei quali usa circondarsi degli ospiti più illustri dell’alta società britannica e non solo. A tale scopo fa apportare le seguenti modifiche tecniche alla nave:
– vengono posizionati due motori Bolinder svedesi da 575 cavalli e due eliche con la creazione di una sala macchine;
– la parte bassa degli alberi di legno è sostituita da pali di acciaio;
– la stiva venne divisa in due zone; e vengono costruite cabine in mogano cubano;
– sotto il ponte di prua trovano posto gli alloggi dell’equipaggio e ai piedi dell’albero maestro un grande salone;
– la poppa viene adornata con la balaustra di colonne bianche.
La nave così modificata può ospitare fino a 40 passeggeri e solca i mari d’Europa come yacht da crociera fino al 1921.
Ed è proprio nel 1921 che il ricco produttore di birra anglo-irlandese Ernest Arthur Guinness rileva il veliero Belem acquistandolo dal Duca di Westminster. Alla nave viene cambiato il nome da Belem a “Fantome II” e sotto il suo possesso risulta attiva per 30 anni. L’imprenditore facoltoso la utilizza per fare crociere e lunghe navigazioni, anche intorno al mondo, e per partecipare alle annuali regate a Cowes; viene da lui utilizzata come luogo di lavoro, adibendo il suo ufficio personale nel Quadrato degli Ufficiali.
Si riporta che dal marzo 1923 al marzo 1924, il veliero compie il giro del mondo attraverso il Canale di Panama, rientrando poi da quello di Suez, riuscendo ad evitare il terremoto che distrugge il Porto di Yokohama.
L’anno successivo (1925) invece naviga in mezzo al ghiaccio delle Spitzbergen; ormeggia poi a Marsiglia e risale il Guadalquivir raggiungendo Siviglia.
Nel 1938, nel porto di Montreal, ci sono feste e regate per festeggiare l’incoronazione di Re Giorgio VI e il Belem partecipa all’evento.
Nel 1939 arriva a Seattle per sostare in sicurezza – per via del Secondo Conflitto Mondiale – sul Lago Union (Stato di Washington).
Gli eventi bellici fanno sì che la nave venga messa in disarmo, e lasciata presso l’Isola di Wight, nel porto di Cowes, per 12 lunghi anni; durante la guerra diventa il quartier generale delle Forze Francesi Libere, ed a causa di un bombardamento perde i pennoni e le vele rimanendo semidistrutta ed abbandonata al suo destino fino al 1951.
Il periodo italiano
Nel 1951 il veliero viene acquistato dal Senatore Vittorio Cini per essere utilizzato come nave scuola del Centro Marinaro dell’Isola di S. Giorgio Maggiore in Venezia. La nave cambia ancora una volta il nome e si chiama Giorgio Cini, in onore e ricordo del figlio del Senatore, morto in un incidente aereo. Anche l’armo subisce una modifica: il veliero da brigantino a palo viene trasformato in bergantina o nave-goletta (nave a tre alberi di cui quello di trinchetto è dotato di vele quadre, e quelli di maestra e di mezzana forniti di vele auriche, tale nave nella terminologia velica assume anche la denominazione di brigantino-goletta a palo). La nave viene utilizzata come nave scuola e può accogliere fino a 60 allievi marinai.
Uno dei suoi più famosi Comandanti è Giovanni Barbini (medaglia d’oro al valor militare). Egli è anche Direttore del Centro Marinaro e Comandante della nave scuola negli anni che vanno dal 1956 al 1962.
La sua ultima crociera didattico-formativa avviene nel 1966: sulla nave vengono imbarcati i cadetti della Guardia di Finanza; per essere poi sostituita, dalla Fondazione Cini, con la Motonave “Giorgio Cini”.
A seguire, il veliero rimane ancorato a San Giorgio Maggiore per qualche anno, finché nel 1972 viene venduto all’Arma dei Carabinieri per 1 Lira (importo simbolico); la nave in questo periodo di tempo resta priva delle risorse utili alla sua ristrutturazione.
Nel 1976 il veliero Giorgio Cini viene ceduto ai Cantieri Navali di Venezia che finalmente iniziano i lavori necessari a riportarla in attività. Viene ripristinato l’armo originale (brigantino a palo) e vengono posizionati dei nuovi motori a marchio Fiat.
Il Ritorno definitivo in Francia
Nel 1976, il Dottor Luke Olivier Gosse, appassionato velista, aveva visitato la nave ormeggiata a San Giorgio e casualmente, aveva notato a prua i segni del nome originario, riconoscendola. Essendo una nave costruita nei Cantieri di Nantes, era dunque suo desiderio farla tornare in Francia.
Quando nel 1977 i Cantieri Navali di Venezia decidono di metterla in vendita, L.O. Gosse cerca di cogliere l’occasione, e con il sostegno della ASCANF (Associazione per la protezione e la conservazione di antiche navi francese) e di Jérôme Pichard, delegato generale dell’Unione Nazionale delle Casse di Risparmio di Francia, si mobilita per riportarla in Francia.
L’acquisto viene effettuato nel gennaio del 1979; ad agosto, la nave Belem torna alla Marina Francese, per raggiungere i Cantieri di Brest, e da lì in poi, è tornata ad essere operativa come nave scuola dal 1987 fino ai giorni nostri ed ancora per molti anni a venire.
Alcune notizie
Il veliero è stato esposto ai piedi della Tour Eiffel, per attirare l’attenzione dei media e della gente.
Nel 1984 è stato dichiarato monumento storico.
Il 4 luglio 1986 fa la sua apparizione a New York, in occasione dei festeggiamenti del Centenario della Statua della Libertà.
L’8 maggio 2002 è giunto fino al porto di Saint Pierre de La Martinique per la ricorrenza del terremoto a cui è scampato.
Il veliero Belem resta nella capitale britannica per tutta la durata dei Giochi Olimpici di Londra 2012 per ospitare le famiglie degli atleti e delle atlete francesi in gara nell’evento Olimpico. Attraversa il Tower Bridge e attracca sul Tamigi elegantemente.
Nel 2014 è tornato a Venezia per ricordare il periodo trascorso nella città.
Oggi, la Fondazione Belem – istituita nel 1980 – l’ha trasformata in nave scuola aperta a tutti, e dal 1987 ed ancora attualmente svolge questa importante funzione istruttiva e formativa dei nuovi marinai francesi.
Alcuni dati tecnici del Veliero Belem
Scafo: acciaio
Lunghezza fuori tutto: 51 metri (58 metri col bompresso)
Baglio massimo: 8,8 metri
Pescaggio: 3,6 metri
22 vele per una superficie totale di 1200 mq
Equipaggio: 16 marinai (5 ufficiali), che si alternano in tre turni;
40 allievi imbarcati;
2 motori diesel Fiat – Iveco da 300 CV ciascuno, con due eliche a 4 pale;
Velocità massima con le vele 12 nodi e con i motori 12 nodi;
Autonomia di 24 giorni a 7 nodi (pari a 4.000 miglia);
Per issare tutta la velatura sono necessari 30/40 minuti e per serrarla 50/60 minuti;
Per eseguire una virata di bordo completa occorrono 15/20 minuti.
Fabio Bergamo
*Campano, scrittore e divulgatore, appassionato di navigazione a vela, collabora con Farevela e varie riviste a tema di cultura e sicurezza stradale. È autore di una poesia sulla Legge, dal titolo “L’Abbraccio Materno della Legge”, conservata nel Duomo di Ravello, in costiera amalfitana, già tradotta in francese e portoghese per i fanciulli del Benin, del Mali e del Brasile. Tra i suoi lavori, ha elaborato la proposta di legge per introdurre la Revisione Periodica della Carrozzeria delle auto col Bonus Riparativo per i Conducenti Virtuosi, e ha dedicato uno scritto in memoria dei Magistrati G. Falcone e P. Borsellino, premiato nel 2023 a Roma, in Campidoglio. Ha segnalato a tutte le Capitanerie di Porto Italiane il suo scritto dedicato agli Eventi Straordinari che include il Modulo di Denuncia da tenere in barca, utilissimo per i neopatentati e i diportisti. Presso la Stazione Marittima di Salerno risulta esposta dal mese di marzo 2024, l’installazione del suo scritto “Vela Ti Amo”; precedentemente collocata presso il nuovo porto turistico di Salerno “Marina d’Arechi”.





