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Route du Rhum: Ambrogio Beccaria secondo e all’attacco negli Alisei, Alberto Bona a caccia del podio

Guadalupa– Ambrogio Beccaria e Alberto Bona spingono al massimo in questa fase finale della Route du Rhum. La flotta dei Class 40 è finalmente entrata negli Alisei e sta macinando miglia su miglia verso l’arrivo in Guadalupa. Una vela italiana protagonista in questa classe, dall’altissimo livello tecnico.

Ambrogio Beccaria dall’Atlantico su Alla Grande Pirelli

Alla Grande Pirelli di Ambrogio Beccaria è ormai stabile al secondo posto assoluto e alle 12:03 di oggi era a 103 miglia dal leader Yoann Richomme.

Così Beccaria: “Siamo entrati nell’aliseo vero, quello caldo, umido, con i pesci volanti e il sale ovunque.

I pisolini di 20 minuti diventano più difficili da gestire; di giorno fa molto caldo e quindi non hai molta voglia di dormire, in più visto che ci si avvicina all’equatore le giornate si accorciano, le notti sono infinite e quando c’è luce hai voglia di stare fuori, di goderti un po’ lo spettacolo.

Per fortuna abbiamo due grossi ventilatori installati a bordo che mi rendono la vita piacevole. A parte il calore bisogna convivere con i rumori della barca; a volte quando sono molto stanco ho l’impressione che i rumori dell’acqua sullo scafo siano quasi come una lingua aliena, fatta di suoni gutturali, come se volesse dirmi qualcosa.

In questi giorni mi sembra di avere spesso delle allucinazioni. Tutta colpa di Corentin Douguet con il quale stiamo battagliando per il secondo posto. Mi sento un po’ come Giovanni Drogo: mi affaccio sul pozzetto e tra le creste dell’onda lunga dell’aliseo a volte mi sembra di vedere Queguiner, a volte invece mi sembra solo uno spruzzo di un’onda. Di notte la stessa cosa, anzi ancora di più.

Sono molto contento della mia strategia di stare un po’ più a sud dei miei concorrenti, mi sembra che ho preso prima il vento forte e ora #AllaGrandePirelli può godere! Per ora navigo con il gennaker di testa, una grande vela ma molto piatta, tra qualche ora credo che metterò un gennaker, ma visto che non so bene quanto vento c’è e con che angolo sto navigando faccio molta fatica a decidere quale dei tre gennaker metterò: A2, A4 o A6? Ovviamente questa scelta mi sta stressando non poco.

I routage ci danno ancora quattro giorni per arrivare a nord della Guadalupa, poi ci sarà da fare il giro, ho già il terrore adesso! Forse lo stress che sale è la terra che si avvicina? Quando sei secondo ma con 100 miglia dal primo è una posizione un po’ scomoda, hai solo da perdere.

In ogni caso, #AllaGrandePirelli”.

IBSA di Alberto Bona è sesto a 201 miglia. Richomme alle 12:03 era a 1.322 miglia da Pointe a Pitre, per un’arrivo previsto tra circa cinque giorni. Alle attuali media nell’Aliseo, al lasco mure a sinistra, Beccaria deve recuperare circa sei/sette ore a Richomme.

IBSA Class 40

Andrea Fornaro su Influence è 19esimo a 438 miglia.
Così Fornaro questa mattina: “Tutto bene a bordo di Influence, purtroppo ho preso un gran acquazzone che mi ha spinto parecchio in alto perdendo qualche posizione e ora sono in una zona di poco vento, anche se procedo bene e la barca è ben bilanciata. Mi sento bene, sto in forma, vorrei solo farmi la barba. Il cibo liofilizzato inizia a essere noioso e spero di mangiare presto un po’ di frutta fresca.. ma ho ancora qualche pompelmo! La scorsa settimana è stata parecchio dura e sono felice ora di godermi un attimo di relax. Un abbraccio a tutti!”

Cambio di leader negli Imoca 60. Thomas Ruyant e il suo Linkedout ha completato la rimonta su Charlie Dalin e Apivia. Alle 12:03 di oggi Ruyant era a 705 miglia dall’arrivo, con 18 miglia di vantaggio su Dalin. Tra i due è in atto un vero e proprio match race oceanico, con strambate in attacco e coperture da parte del leader.
L’ETA per gli Imoca 60 è per il pomeriggio di lunedì 21 novembre.

Thomas Ruyant

Giancarlo Pedote è risalito in 19esima posizione, a 646 miglia, circa due giorni dai leader. La regata dello skipper di Prysmian Group va avanti tra un po’ di fatica e qualche rammarico:
Così Pedote venerdì: “Le ultime 24 ore sono roteate attorno all’alta pressione: calma piatta. Spingendoci verso sud, io e gli altri skipper abbiamo inizitato a incontrare gli alisei. Al momento il vento è abbastanza stabile, da est, e ci permette di avvicinarci alla Guadalupa in rotta più diretta.
Dopo essere salito in testa d’albero ieri, per togliere il brandello di vela che era rimasto appeso, mi si prospetta una giornata di navigazione durante la quale cercherò di sfruttare l’aliseo per recuperare quelche posizione.

Purtroppo, oggettivamente, l’aver perso il J2 ha giocato un ruolo importante nella performance della regata. In teoria avremmo dovuto utilizzare questa vela solo per navigare intorno alla Guadalupa, ma in realtà se fosse stata a mia disposizine l’avrei utilizzata praticcamente sempre… È stato frustrante, non lo nego, ma non voglio né lamentarmi né trovare scuse. sono cose che succedono: un altro insegnamento a cercare di accettare le cose come sono e fare il meglio con quello che abbiamo a nostra disposizione.
Vorrei ringraziare i miei partner per il loro sostegno: grazie per i vostri messaggi di incoraggiamento. So che alcuni di voi sono arrivati in Guadalupa… purtroppo non sono ancora arrivato, e non sono neanche vicino, ma sto cercando di arrivare il prima possibile!”

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