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SailSensor, il trim intelligente e facile per migliorare le vostre barche

ModenaTrimmer, ovvero in italiano “regolatore delle vele”. Colui che, grazie alla sua sensibilità, all’occhio e all’esperienza, riesce a migliorare le prestazioni delle vele di bordo: randa, fiocchi, asimmetrici, code 0 o spinnaker che siano. Avere a bordo dei bravi trimmer (o tailer), insieme a un timoniere che vada dritto guardando solo i filetti del fiocco, è il segreto di ogni barca vincente. Molti armatori amatoriali o diportisti passano ore sui tutorial o chiedono consigli ai più esperti del proprio circolo velico per avere delle dritte utili. Non sempre basta.
Per avere un quadro più completo è, però, anche utile avere a disposizione una base di dati oggettivi. Ed è proprio qui che s’inserisce l’innovazione di SailSensor che vi presentiamo in questo articolo.

SailSensor si compone di una serie di sensori wireless per misurare angolo del boma e pressione sulle vele, con una precisione ispirata agli strumenti dei professionisti della regata, ma con una semplicità d’uso adatta anche alla navigazione quotidiana. Il progetto nasce dall’esperienza brevettuale di Moxá Design; sviluppo industriale e distribuzione sono affidati a CarveLab, startup specializzata nella progettazione, ingegnerizzazione e design di componenti industriali. Il debutto è previsto nel 2026.

Nella vela professionistica i dati aiutano a capire in tempo reale come stanno lavorando vele, boma e assetto della barca; nella crociera del weekend, invece, il riferimento principale resta spesso l’occhio dell’armatore. SailSensor nasce per ridurre questa distanza senza complicare la vita a bordo: sensori piccoli, wireless e facili da leggere, pensati non solo per chi cerca il decimo di nodo in regata, ma anche per chi vuole navigare meglio, più comodo e con maggiore consapevolezza durante una vacanza o un’uscita in famiglia.

Il progetto è italiano dall’A alla Z. L’ideazione e i brevetti portano la firma di Tiziano Neri, titolare dello studio di ingegneria elettronica Moxá Design di Cavezzo (Modena) e co-fondatore di CarveLab. La startup, che lavora su progettazione, ingegnerizzazione e design di componenti industriali, cura lo sviluppo prodotto e la distribuzione commerciale dell’ecosistema SailSensor, con particolare attenzione a soluzioni robuste, semplici da installare e adatte all’ambiente marino.

Il primo prodotto della famiglia è SailSensor Pressure, il sensore pensato per misurare la pressione differenziale tra sopravento e sottovento direttamente sulla superficie della vela. Proprio quanto si impara nelle scuole vela, la vela è come un’ala con differente pressione nel lato di sopravvento rispetto a quello sottovento.

Un principio vicino a quello utilizzato nella vela professionistica, dove la lettura dei carichi e dei flussi aiuta a ottimizzare ogni regolazione, ma con una soluzione di montaggio pensata per l’uso quotidiano in barca: il sensore si fissa con un sistema magnetico, riposizionabile in qualunque punto della vela e, soprattutto, totalmente non invasivo. Niente colle, niente cuciture, niente fori: si appoggia, si sposta, si riapplica – senza danneggiare né alterare il tessuto. Applicato a randa, fiocco o gennaker, aiuta a capire se una zona della vela sta lavorando correttamente o se il flusso è penalizzato. Con più punti di misura, il sistema può restituire una lettura più distribuita dei carichi; per chi naviga, questi dati diventano un riferimento oggettivo per distinguere un reale problema di regolazione da una semplice impressione visiva.

Il secondo tassello dell’ecosistema è SailSensor BoomAngle. Due piccole capsule wireless, una fissata all’albero e una al boma, comunicano fra loro e restituiscono in tempo reale l’angolo del boma. Dopo una semplice calibrazione iniziale rispetto alla mezzeria della barca, il dato diventa immediatamente comprensibile anche a chi non ha un’impostazione da regatante: quando, con una certa intensità di vento e in determinate condizioni, l’imbarcazione trova il suo assetto migliore con il boma a un certo angolo, quel valore può essere ritrovato e ripetuto con facilità. SailSensor BoomAngle si installa senza fili, senza trasduttori meccanici e senza fori da praticare: le due capsule si fissano con biadesivo strutturale o staffa rapida e iniziano subito a trasmettere.

L’angolo del boma arriva sull’app con la precisione necessaria a cogliere correzioni fini e con una risposta sufficientemente rapida per seguire le regolazioni mentre si naviga. Il vantaggio non è solo prestazionale: avere un numero chiaro aiuta a rendere ripetibili le manovre, a spiegare meglio le regolazioni a bordo e a evitare di procedere per tentativi. L’autonomia, è garantita da una piccola pila a bottone, in grado di coprire tranquillamente una stagione di uso intensivo.

L’elemento che permette a SailSensor di dialogare con il resto della barca è il SailSensor Bridge: una piccola centralina che comunica in entrambe le direzioni con la dorsale NMEA 2000 installata a bordo. Da una parte raccoglie i dati dei sensori SailSensor e li rende disponibili sui plotter Raymarine, B&G, Garmin o Furuno già presenti; dall’altra attinge dalla strumentazione di bordo i dati che la barca produce già: velocità sull’acqua, velocità sul fondo, vento apparente e reale, rotta, sbandamento. La stessa centralina espone anche una rete WiFi locale per connettersi all’app dedicata.

Questo flusso bidirezionale è la chiave per una delle funzioni più interessanti dell’ecosistema: la costruzione progressiva della polare reale, specifica per ogni singola barca e per ogni singola vela. Non più solo una polare teorica ereditata dal cantiere o stimata sulla classe, ma una curva di prestazioni costruita uscita dopo uscita, sui dati effettivi del proprio scafo, con la propria randa, con il proprio fiocco. È uno strumento utile al regatante, ma anche al crocierista: permette di capire quando la barca sta navigando bene, quando è solo frenata da una regolazione sbagliata e quando, invece, si sta chiedendo troppo alle condizioni del momento.

È qui che la filosofia di SailSensor si chiarisce: ogni dato non vive da solo, ma esiste per dare significato all’azione del timoniere e di chi regola le vele. Sapere che il boma è a 14 gradi è informazione; sapere che a quei 14 gradi, con quel vento e quello sbandamento, la barca sta rendendo meglio o peggio del solito è conoscenza pratica. Non serve trasformare una crociera in una prova cronometrata: basta avere un riferimento oggettivo per imparare a conoscere meglio la propria barca e navigare con meno approssimazione.

Un secondo brevetto: l’assistente vocale che suggerisce la regolazione

Sopra l’hardware corre uno strato software, oggetto di un secondo brevetto e denominato SailTrim: un sistema di assistenza vocale che, incrociando i dati dei sensori con la polare della barca, suggerisce in cuffia al timoniere o al trimmer la regolazione più opportuna. Le indicazioni possono riguardare, ad esempio, una correzione dell’angolo del boma o della tensione della scotta randa, permettendo di intervenire senza distogliere lo sguardo dalla navigazione. È una soluzione pensata in particolare per gli equipaggi ridotti e per la navigazione reale, dove spesso la stessa persona deve timonare, osservare il traffico, controllare le vele e mantenere il comfort di chi è a bordo.

Una validazione costruita giorno dopo giorno

Il sistema non arriva al mercato dopo un’unica prova di laboratorio, ma al termine di una campagna di test condotta in mare aperto, in condizioni di vento e onda differenti, su rotte e imbarcazioni diverse. Un percorso voluto per verificare il comportamento dei sensori non soltanto nel caso ideale, ma anche con barca sbandata, con il boma che sbatte in una virata maldestra, con la salsedine e il sole che battono per ore. La presentazione pubblica dell’ecosistema sarà affidata al resto del team di CarveLab, nel corso dei principali appuntamenti fieristici della stagione.

SailSensor è una tecnologia italiana, coperta da brevetti, pensata per portare la cultura del dato anche nella vela di tutti i giorni, senza complicare il piacere di stare in mare.

sailsensor.it

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