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Stretto di Hormuz: completamente bloccato il traffico marittimo, gravi ricadute della guerra sui costi dell’energia

Hormuz– La grave crisi energetica dovuta all’attacco militare di Israele e USA contro l’Iran, con le successive reazioni del regime sciita iraniano contro le monarchie sunnite del Golfo Persico, ha portato di fatto al blocco dello Stretto di Hormuz, da cui transita circa il venti per cento del petrolio e gas mondiale.

La situazione del traffico marittimo a Hormuz alle 12 di oggi, fotografata da Marine Traffic

Questa la situazione del traffico marittimo, fotografato alle 12 di oggi da Marine Traffic. Come si vede, il traffico di petroliere e navi per il trasporto del gas risulta totalmente bloccato. Il 90 per cento delle navi è alla fonda a est o a ovest dello Stretto.

Le uniche navi nell’area sono quelle militari o cargo iraniane, le vedete in verde nella parte settentrionale dello Stretto di Hormuz, a ridosso tra l’isola di Qeshm e il porto iraniano di Bandar Abbas, ovvero nelle acque territoriali persiane. A sud solo alcune navi emiratine sono in movimento.

Tutte le altre (quadrati rossi o verdi) sono navi alla fonda. Lo Stretto è stato classificato come “zona di operazioni belliche” e di fatto tutto il commercio marittimo è bloccato. Dal punto di vista geopolitico tale blocco viene evidentemente utilizzato in modo strategico dall’Iran come ritorsione contro gli attacchi preventivi americani e israeliani.

Il prezzo dell’energia è già notevolmente aumentato. Questa mattina il prezzo del gasolio, fuori dalle autostrade, era a 1,97/1,99 e ben oltre i 2 euro in autostrada.

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